Tifare nessuno: accade anche questo
I tifosi dell'HC Milano e un amore che va oltre lo sport.
Ormai qualche tempo fa, riflettendo sul rapporto tra calcio e tifosi di calcio, invertivamo l’assunto – dato per scontato unicamente dagli oligarchi dello sport – per cui il primo sarebbe potuto esistere anche senza i secondi. È indubbio, infatti, che il calcio, in quanto sport, è nato prima dei suoi appassionati.
Eppure, è lavoro del giornalista o banalmente dell’osservatore imparziale indagare un fenomeno per come esso si dà, senza preconcetti o sovra-interpretazioni. Se è vero che a logica lo sport precede i suoi aficionados, è altrettanto vero che oggi, allo stato attuale delle cose, il calcio è (diventato?) un fenomeno social-culturale (persino religioso) di tale portata che scinderlo in due parti (lo sport e i suoi tifosi) non è solo distopico, ma inesatto e pericoloso – perché va a intaccare l’essenza stessa dello sport. Per esprimersi col grande Simon Kuper: “Il calcio è un gioco ma anche un fenomeno sociale. Quando miliardi di persone si preoccupano di un gioco, esso cessa di essere solo un gioco”. O, per esprimerci con parole contrastiane:
«Il calcio è dato dai tifosi che lo guardano – proprio come la religione è data dai credenti che la credono – ma non vale il contrario: se il calcio cessasse di esistere, i tifosi troverebbero un altro sport da guardare e riempire di significati simbolici, evidentemente al di qua (o al di là) dello sport in sé, inteso come disciplina sportiva (“a noi della partita…”)».
Ora, sempre in virtù di quel metodo fenomenologico di cui sopra, alcuni fatti verificatisi a Milano lo scorso weekend, confermando la nostra ultima frase nell’estratto di cui sopra, ci costringono a riformulare l’analisi, arricchendola ulteriormente per portarla fuori dai confini calcistici. Sabato scorso infatti è stata inaugurata l’Arena Santa Giulia per le finali di Coppa Italia e del campionato di hockey maschile, ma a «tifare» per nessuno c’erano i tifosi della fu Hockey Club Milano (scomparsa nel 2022 dopo la rifondazione sulle ceneri di Saima nel 1996).



