“La fede dei nostri padri”: lo striscione della Prima Linea è già un manifesto che a caratteri cubitali campeggia ai piedi della tribuna. Alto, perentorio nei suoi venti metri di lunghezza, rigorosamente giallorosso. Una dichiarazione, un monito, una tradizione profonda nell’anima che scorre nei polsi dei santegidiesi.
Ne parliamo con Giacomo, storico ultras della Sant, in una telefonata in cui sembra di ritrovare un amico di sempre. La sua voce, cadenzata dalle emozioni, segue il flusso dei ricordi e dei sogni: si capisce, il suo è il tono di chi certe cose le vive sulla propria pelle da sempre.
“La fede dei nostri padri è lo striscione che abbiamo fatto il primo maggio 2022, in occasione della promozione in Eccellenza: uno striscione che vuole esaltare la comunità a cui apparteniamo e la Santegidiese, la sua storia, la tradizione e il profondo legame che Sant’Egidio ha con se stessa e che tutti respiriamo. Ci accomuna una fede, sportiva e religiosa: Sant’Egidio alla Vibrata non è un posto come gli altri”.
È chiaro che la Val Vibrata sia terra identitaria, di uomini duri e legami forti, di quel “fiero Abruzzo” che d’Annunzio cantava in poesia; ma la Sant’Egidio calcistica è qualcosa che non si può immaginare se non la si conosce, se in qualche modo non la si incontra, se non la si vive. Nonostante il terzo millennio, capita anche a malapena di trovare foto sui social: “ci stiamo aprendo, piano piano, e solo ultimamente”, spiega Giacomo, “per lungo tempo siamo stati restii”.



