Questa storia non può finire!
Cosa sta succedendo a Trieste.
Piccola premessa di metodo: non siamo propensi a trattare temi che conosciamo poco e nulla, semplicemente basandoci su notizie dei quotidiani locali o nazionali, o su insistenti voci social. In questo senso il basket italiano, come pure quello internazionale, è un fenomeno che vediamo spesso da lontano, come chi si trova a largo e vede qualcosa all’orizzonte, ma non è sicuro se sia davvero qualcosa o l’illusione di qualcosa. È proprio per questo che, nel caso di Trieste, abbiamo scelto di fare un’eccezione.
Qui non solo «qualcosa» all’orizzonte effettivamente c’è, pulsa e ribolle.
Molto di più, questa città vive lo sport pienamente e per chi come noi ha avuto la fortuna di entrarci dentro e viverla nel profondo, la sensazione che si respira dall’esterno è proprio questa: quella giuliana è una piccola comunità, orgogliosa e fiera, mai doma, che attraversa lo sport non come un passatempo, ciò che in aggiunta si può fare nel weekend, ma come l’essenza stessa della storia cittadina. Il basket, a Trieste, è tutto questo. E dopo il fallimento della società calcistica, questo sarebbe forse il malessere definitivo sulle lacrime già lungamente versate ai piedi del Timavo.
Per capire cosa sta succedendo basta citare, per intero, la lettera-petizione che ha già raccolto più di 5000 firme, lanciata dal tifosissimo triestino Tiziano Franco:



