L'Africa non è più vuvuzelas e stregoni
Dal campo alle curve, un mondo sta cambiando.
La ‘Coppa delle nazioni africane’ numero trentacinque è terminata con la stupenda follia del finale della finale di Rabat, in Marocco. I festeggiamenti dei senegalesi sono ancora in corso per le strade di Dakar (come per quelle di Milano e Torino, dove risiede la gran parte della comunità senegalese, 100.000 persone, in Italia); la prossima edizione si svolgerà l’anno prossimo tra Uganda, Kenya e Tanzania e l’anno successivo se ne farà un’altra. Un calendario difficile da spiegare: tre edizioni in tre anni e poi anche l’Africa approderà al ritmo quadriennale, canonico ciclo del calcio mondiale, equiparando le date del torneo continentale più importante con quelle dell’Europeo (2028, 2032, 2036…).
1. Le competizioni per nazioni nel continente e l’importanza strategica della CAF
L’equiparazione però non finirà qui perché dal 2029 partirà, sullo schema proprio di quella europea, la ‘CAF Nations League’ – a cui parteciperanno tutte e 54 le federazioni calcistiche affiliate alla FIFA del continente, con gare nelle classiche soste delle nazionali (settembre, ottobre e novembre) per creare meno problemi durante la stagione calcistica ai club del vecchio continente.
Finirà probabilmente in soffitta, invece, una competizione tanto sconosciuta quanto essenziale per la crescita del calcio in Africa: il Chan (‘Campionato africano delle nazioni’), un torneo organizzato sempre dalla confederazione ma riservato a squadre nazionali formate esclusivamente da calciatori che giocano nel rispettivo campionato. La competizione, molto sentita oltre che preziosissima per lo sviluppo interno dei singoli movimenti, si è svolta dal 2009 ogni due anni, più o meno alternandosi con la Coppa d’Africa che conosciamo.


