Contrasti ULTRA

Contrasti ULTRA

La versione di Viola

Intervista allo storico leader del Lutece Falco (PSG).

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Rivista Contrasti
gen 08, 2026
∙ A pagamento

Questa intervista esclusiva, a cura di Théo Damiens, è uscita nel libro ‘Viaggio nelle curve d’Europa - Il tifo come linguaggio dei popoli’ (Rivista Contrasti x Eclettica Edizioni, 2025, 250 pp.) all’interno della sezione dedicata alla Francia. Ricordiamo ai nostri abbonati annuali che le spedizioni partiranno verso metà gennaio. Gli altri possono acquistare il libro qui.

Chi sei e com’è nata la tua passione per il calcio – e per il Paris Saint-Germain?

Mi chiamo Alexandre, ho quasi 46 anni e sono tifoso del Paris Saint-Germain dal 1988. Quell’anno ho iniziato ad interessarmi al calcio. Ho qualche breve ricordo del mondiale 1986 però i miei primi veri ricordi risalgono all’Europeo 1988. Il compagno di mia madre mi ha portato al Parco dei Principi per vedere un PSG-Marsiglia all’inizio della stagione 1988/89. È cominciato tutto quella notte. Sono cresciuto a Blois, a 180 chilometri da Parigi, dove sono stato per anni “tifoso a distanza”. Vi racconterò un po’ dello stadio, della città di Parigi dove mi sono trasferito, dei miei anni da ultras (1996/2010) e degli ultimi 15 anni durante i quali sono rimasto tifoso.

Da questo PSG-Marsiglia hai subito avuto lo sguardo indirizzato verso la curva?

Esatto, però ho sviluppato il mio interesse per le tribune più tardi. Ovviamente, quando sono andato al Parco dei Principi per questo PSG-OM nell’88, ho guardato lo stadio, le tribune ed i tifosi. All’epoca non esisteva la curva Auteuil (della quale Viola farà parte dopo, nda), c’era solo la curva Boulogne. Sei per forza attratto dalla parte di stadio che canta, laddove si trova il nucleo di tifosi più attivo. Però il mondo delle tribune l’ho scoperto più tardi, nel 1993 con i problemi durante la famosa partita PSG-SM Caen nel 1993, con i razzi in tribuna a Marsiglia e con la reputazione di questi gruppi parigini, provenienti per la quasi totalità dalla tribuna Boulogne.

Poi, nel 1995, sfogliando Sup Mag (giornale francese dedicato alla comunità ultras) nelle edicole, mi sono interessato ancora di più alle questioni del movimento. Mi affascinava, mi attraeva. Ho comprato una di queste riviste ‘Best-of’ che elencava tutti i gruppi ultras francesi e ho scoperto nel dettaglio i gruppi che c’erano a Parigi. È stata una grande novità che si aggiungeva alle immagini che già potevamo vedere in televisione. Se ho voluto farne parte da subito? Certo. Ero tifoso del Paris Saint-Germain, sentivo tutte le partite alla radio o me le guardavo in televisione quando erano trasmesse in chiaro su Canal +.

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